L'arpa di Davita by Chaim Potok

L'arpa di Davita by Chaim Potok

autore:Chaim Potok [Potok, Chaim]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Romanzo
pubblicato: 1985-09-06T22:00:00+00:00


CAPITOLO CINQUE

Lo stesso giorno arrivò una lettera di zia Sarah indirizzata a mia madre insieme ad altra posta. Si trovava da qualche parte vicino a Madrid.

Domandai a zio Jakob se l'avesse incontrata in Spagna e lui disse che no, non l'aveva vista, perché lavorava in un ospedale da campo e si occupava dei feriti gravi. Tutti e tre ci sedemmo intorno al tavolo di cucina mentre mia madre leggeva la lettera ad alta voce.

«Carissima Anne. "Il Signore ha dato, e il Signore ha portato via; sia benedetto il nome del Signore".

«Ho amato mio fratello. Mi accorgo di non riuscire a credere alla sua morte. Diversamente dai miei genitori, non penso che la politica possa dividere una famiglia. Tale convinzione si consolida ogni giorno di più in questo tragico e tetro paese. Qui l'odio dell'uomo per l'uomo è sconfinato e insondabile, il massacro supera ogni immaginazione. Siamo una specie spregevole e maledetta e se non fosse per la grazia di Dio, la vita intera sarebbe un travaglio senza speranza. So quanto per te la fede non sia che una chimera, un'illusione gettataci in pasto dagli uomini di potere in modo da renderci la vita sopportabile, sì da consolidare il potere nelle loro mani. Ma, Anne mia cara, ciò che tu chiami illusione, non è semplicemente il sogno di qualcun altro, che tu disapprovi? E cosa dire della rivoluzione dei tuoi lavoratori, della tua società senza classi, del tuo sogno di una rapida fine del conflitto sociale, della penuria economica e della degradazione e miseria dell'individuo? Se la fede in Dio è una mera illusione, allora perché non dovrebbe esserlo altrettanto la fede nell'uomo? Anne, non sono anche i tuoi sogni un'illusione? Mi sembra che coloro che non badano ai mezzi impiegati per conseguire i loro fini, anzi coloro che giustificano ogni cosa in nome di uno scopo, abbiano bisogno di illusioni molto di più di quegli altri che scorgono nell'umanità la sofferenza, il peccato e la potenza gloriosa della fede in nostro Signore Gesù Cristo.

«Perdonami, Anne, non era mia intenzione opprimerti con un'omelia in questo tempo d'afflizione, volevo dirti invece che pur disprezzando le idee politiche di mio fratello, lo amavo in quanto persona; e ho pregato affinché tale amore diventasse la nostra possibilità. Ho pregato affinché con pazienza e compassione riuscissi a riguadagnarlo alla retta via o, quantomeno, imparassi a capire le ragioni della via che aveva scelto, per non dovermi dividere da lui, dal mio unico fratello. "Colui che nella fede è debole, accoglilo". Non l'ho perso, almeno nella misura in cui le mie preghiere sono state esaudite. Ma quanto sono stata ingenua a credere nella forza della bontà e della pazienza in tutto il genere umano! Che stupida! I fiumi di sangue che ora imbevono la terra di Spagna costituiscono un testamento per la barbarie senza redenzione del genere umano. "Un tempo per uccidere, e un tempo per sanare; un tempo per distruggere, e un tempo per costruire". Come amiamo questo nostro tempo d'assassinio! Sembriamo averne bisogno. Non so perché.



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